Zenkoku Suiseki Ippinten

Zenkoku Suiseki Ippinten


All-Japan Exhibition of Exceptional Suiseki

by Wil in Japan


As many readers may know, the Nippon Suiseki Association’s Meihinten (Exhibition of Suiseki Masterpieces) was traditionally held every year at the Meiji Shrine in June, but as the shrine was no longer a viable location, as of this year it was moved to the Tokyo Metropolitan Art Museum, replacing the Japan Suiseki Exhibition in February.

What many people may not know, however, is that there is also a National Suiseki Union, which is a group of professional suiseki dealers that aims to promote and preserve the suiseki trade. In recent years they have not had much of a public presence, but this year, with the cooperation of the suiseki association, they have launched a new exhibition designed to encourage a broader range of participation, in the hopes that the next generation of enthusiasts will grow.

Come molti lettori sapranno, la Meihinten (Mostra dei Capolavori Suiseki) della Nippon Suiseki Association si teneva tradizionalmente ogni anno presso il Santuario Meiji a giugno, ma poiché il santuario non era più una sede praticabile, da quest’anno è stata spostata al Tokyo Metropolitan Art Museum, sostituendo la Japan Suiseki Exhibition di febbraio.

Quello che forse molti non sanno è che esiste anche una Unione Nazionale Suiseki, un gruppo di commercianti professionisti di suiseki che mira a promuovere e preservare il commercio di suiseki. Negli ultimi anni non hanno avuto una grande presenza pubblica, ma quest’anno, con la collaborazione della Nippon Suiseki Association, hanno lanciato una nuova mostra progettata per incoraggiare una più ampia partecipazione, nella speranza di far crescere la prossima generazione di appassionati.


A new approach

In Japanese it is called the Zenkoku suiseki ippinten, or the “All-Japan Exhibition of Exceptional Suiseki” (hereafter, “Ippinten”). Rather than focus on historically important or impressive masterpieces of the suiseki world, as the Meihinten does, the Ippinten seeks to be more open to different kinds of stones. Of course, important stones are also welcome, but in addition, on display were examples of polished stones that one might classify as biseki, or “beautiful stones”, a variety of pattern stones that may not come from the more famously recognized collecting sites, and for the first time ever, there is a separate tanseki section where people can display stones that they have found themselves in the field.
It has long been taught that aging through yoseki practices was essential for freshly collected stones, and therefore their display in major exhibitions has not been encouraged in recent years, but this section not only allows them, but actively encourages enthusiasts to put them in the show.
For many field collectors, who may not have great deals of money to spend on important stones, this is a most welcome development, as it not only allows for broader participation in terms of accessibility (entry fee for the tanseki section is only ¥3,000, or approximately USD $20), but it also means that stones from local collecting sites that many may not know will be on display, exposing the public to a greater variety of material than they might find at other exhibitions.

Un nuovo approccio

In giapponese si chiama Zenkoku suiseki ippinten, o “Mostra di Suiseki eccezionali di tutto il Giappone” (di seguito “Ippinten”). Piuttosto che concentrarsi su capolavori storicamente importanti o impressionanti del mondo del suiseki, come fa il Meihinten, l’Ippinten cerca di essere più aperto a diversi tipi di pietre. Naturalmente, anche le pietre importanti sono le benvenute, ma in mostra c’erano anche esempi di pietre levigate che si potrebbero classificare come biseki, o “belle pietre”, una varietà di pietre con disegno che potrebbero non provenire dai siti di raccolta più famosi e, per la prima volta in assoluto, c’è una separata sezione dedicata al tanseki, in cui le persone possono esporre le pietre che hanno trovato sul campo.
Per molto tempo è stato insegnato che l’invecchiamento attraverso le pratiche di coltivazione (yoseki) era essenziale per le pietre appena raccolte, e quindi la loro esposizione nelle grandi mostre non era stata incoraggiata negli ultimi anni, ma questa sezione non solo le permette, ma incoraggia attivamente gli appassionati a esporle in mostra.
Per molti collezionisti del settore, che potrebbero non disporre di grandi somme di denaro da spendere per pietre importanti, si tratta di uno sviluppo molto gradito, in quanto non solo consente una partecipazione più ampia in termini di accessibilità (la quota di iscrizione alla sezione tanseki è di soli 3.000 ¥, pari a circa 20 dollari USA), ma significa anche che saranno esposte pietre provenienti da siti di raccolta locali che molti potrebbero non conoscere, proponendo al pubblico una maggiore varietà di materiale rispetto a quello che potrebbe trovare in altre mostre.


The second floor had stones on display on three of its four walls, two small islands in the middle with stone displayed back-to-back with dividing walls between them, and in the foreground on a table covered with tatami mats, is the separate tanseki section.

Il secondo piano esponeva pietre su tre delle quattro pareti, due piccole isole al centro con pietre esposte schiena contro schiena con pareti divisorie tra loro, e in primo piano, su un tavolo coperto da stuoie di tatami, la sezione separata del tanseki.


Another major difference between this exhibition and the Meihinten is the presence of awards. Bonsai exhibitions like the Kokufuten and Taikanten have historically always issued awards for outstanding entries, and in the past the NSA had an exhibition series called the Sogoten in which awards were given, but awards for suiseki-only exhibitions in Japan tend to be few and far between. The Suiseki Union created awards for six categories: daiza stone, suiban stone, figure stone, pattern stone, abstract stone, and self-collected stone (the tanseki section). Each individual on the selection committee nominates three stones per category, and the one with the most nominations wins (top two runners up are also indicated with cards at the show).
The hope is that these awards might encourage enthusiasts to put their best foot forward when participating in the show.

Un’altra importante differenza tra questa mostra e la Meihinten è la presenza di premi. Le mostre di bonsai come il Kokufuten e il Taikanten hanno storicamente sempre assegnato dei premi per le opere di spicco, e in passato l’NSA aveva una serie di mostre chiamate Sogoten in cui venivano assegnati dei premi, ma i premi per le mostre di soli suiseki in Giappone tendono a essere poche e lontane tra loro. L’Unione Suiseki ha creato premi per sei categorie: pietra nel daiza, pietra nel suiban, pietra figura, pietra con disegni, pietra astratta e pietra auto-raccolta (la sezione tanseki). Ogni membro del comitato di selezione nomina tre pietre per categoria, e quella con il maggior numero di nomination vince (i primi due classificati vengono anche indicati con cartoncini alla mostra). La speranza è che questi premi incoraggino gli appassionati a dare il meglio di sé quando partecipano alla mostra.


The exhibition lasted three days, and was held at the Green Club in Ueno, which visitors to the Kokufu exhibition will know as the place where vendors set up stands to sell bonsai, suiseki, and related accessories during the exhibition period. This time too, vendors were located on the third floor, giving visitors an opportunity to add interesting new items to their collections.
On the day after the exhibition, there was an auction in which a number of bonsai, suiseki and other items were sold. This helps to generate income for both the suiseki union and suiseki association, and more importantly, it provides a stimulating chance for collectors.

La mostra è durata tre giorni e si è tenuta presso il Green Club di Ueno, che i visitatori della mostra Kokufu conosceranno come il luogo in cui i venditori allestiscono gli stand per vendere bonsai, suiseki e accessori correlati durante il periodo della mostra. Anche questa volta i venditori si trovavano al terzo piano, dando ai visitatori l’opportunità di aggiungere nuovi interessanti oggetti alle loro collezioni. Il giorno successivo alla mostra, si è tenuta un’asta in cui sono stati venduti numerosi bonsai, suiseki e altri oggetti. Ciò contribuisce a generare reddito sia per l’unione suiseki che per l’associazione suiseki e, soprattutto, offre un’occasione stimolante per i collezionisti.


This massive stone greeted visitors at the first-floor entrance of the exhibition.
Listed as a Kamuikotan stone from Hokkaido, it has more detail and movement than most of its type.

Questa pietra massiccia ha accolto i visitatori all’ingresso del primo piano della mostra.
Classificata come pietra Kamuikotan di Hokkaido, presenta maggiori dettagli e movimenti rispetto alla maggior parte delle pietre di questo tipo.


Also in the tanseki section was this upright stone from the Fujikawa, a river in central Japan, which could be seen as a kind of abstract waterfall stone?

Nella sezione tanseki c’era anche questa pietra verticale proveniente dal Fujigawa, un fiume del Giappone centrale: potrebbe essere vista come una sorta di pietra astratta da cascata?


From U.S.A.

The editor of “Aiseki” magazine found this stone in the Eel River when he visited the US to give a talk at a California Aiseki Kai meeting over ten years ago. The cup-like daiza is a fairly contemporary design that accommodates the round underside of the stone without adding a great deal of visual weight.

Il direttore della rivista “Aiseki” ha trovato questa pietra nel fiume Eel quando si è recato negli Stati Uniti per tenere un discorso a un incontro dell’Aiseki Kai California, più di dieci anni fa. Il daiza a forma di coppa è un design contemporaneo che accoglie il lato inferiore rotondo della pietra senza aggiungere un grande peso visivo.


A different Setagawa ishi.

This is a stone from the Setagawa outside of Kyoto, which is very different from the Setagawa stones one might expect to find at the Meihinten or other major shows.

Si tratta di una pietra proveniente da Setagawa, fuori Kyoto, molto diversa dalle pietre del fiume Seta che ci si aspetterebbe di trovare alla mostra Meihinten o in altre mostre importanti.


Fugooro ishi.

Fugooroshi stones like this are among the rarest of the so-called “Seven Stones of the Kamogawa”, and on a light bamboo display stand, it is a perfect image for summer, where one might imagine seeking refuge to avoid the heat and humidity of the season.

Le pietre Fugooroshi come questa sono tra le più rare tra le cosiddette “Sette Pietre del fiume Kamo” e, su un leggero espositore di bambù, è un’immagine perfetta per l’estate, dove si potrebbe immaginare di rifugiarsi per evitare il caldo e l’umidità della stagione.


Now, for the show winners.
E ora, i vincitori della mostra.


The daiza stone award.

In the daiza stone category, this well-known Kamogawa formerly owned by the Iwasaki family took top prize.
Stones like this are hard to deny.

Nella categoria delle pietre nel daiza, questa famosa pietra del fiume Kamo, un tempo di proprietà della famiglia Iwasaki, si è aggiudicata il primo premio.
Pietre come questa sono difficili da contestare.


The suiban stone award.

In the suiban category, this Murasaki Kibune ishi took the gold. The Nonbei suiban may be a bit heavy for the low profile of the stone, but it is a masterpiece in its own right.

Nella categoria suiban, questa Murasaki Kibune ishi ha vinto l’oro. Il suiban Nonbei è forse un po’ pesante per il basso profilo della pietra, ma è un capolavoro a sé stante.


The pattern stone award.

This chrysanthemum stone won best in show in the pattern stone category.
Seen in the full round, it is almost impossible to count how many flowers there are.

Questa pietra crisantemo ha vinto il premio Best in Show nella categoria delle pietre con disegno.
Vista a tutto tondo, è quasi impossibile contare quanti fiori ci siano.


The abstract stone award.

Finally, in the abstract stone category, this smooth Setagawa ishi took the prize. Stones like this are best appreciated for their artless forms and textures. One need not force an image upon it, but you can probably imagine as the light shifts over it throughout the course of the day, changes appearing in its shadows would inspire the imagination.

Infine, nella categoria delle pietre astratte, è stata premiata questa liscia pietra del fiume Seta. Pietre come questa si apprezzano soprattutto per le loro forme e texture semplici. Non è necessario imporre un’immagine, ma si può immaginare che, con il variare della luce nel corso della giornata, i cambiamenti che appaiono nelle sue ombre possano ispirare l’immaginazione.


The Tanseki award.

This elevated plateau stone from the Tamagawa won the tanseki award.

Questa pietra altopiano del fiume Tama ha vinto il premio per le pietre esposte nella sezione tanseki.

The figure stone award..

Mikura ishi like this come from Shizuoka Prefecture, and its long, slender form earned it the prize in the figure stone category.

Le pietre Mikura come questa provengono dalla prefettura di Shizuoka e la sua forma lunga e slanciata gli è valsa il premio nella categoria delle pietre figura.


As the show seems to have been well received, it will likely continue in the future, becoming a regular event on the Japanese suiseki calendar. There is no catalogue, but it will receive coverage in the monthly Japanese magazine “Aiseki”, which covers events like this that take place all over Japan, and other parts of the world as well.

We all have our fingers crossed that it will encourage participation from more people, and help stone appreciation flourish all the more.

Poiché la mostra sembra essere stata accolta positivamente, è probabile che continui in futuro, diventando un evento regolare nel calendario giapponese del suiseki. Non è previsto un catalogo, ma l’evento sarà pubblicato sulla rivista mensile giapponese “Aiseki”, che si occupa di eventi come questo che si svolgono in tutto il Giappone e anche in altre parti del mondo. Incrociamo le dita perché questo incoraggi la partecipazione di un maggior numero di persone e aiuti l’apprezzamento della pietra a crescere ulteriormente.

Wil in Japan


Credits.

Shakkei Group ringrazia Wil, il nostro inviato speciale dal Giappone, che ancora una volta ci ha svelato i retroscena e le motivazioni di una mostra che per noi occidentali era rimasta poco comprensibile. Tenutasi il 24 e il 25 agosto, a Tokyo, nella sede del Green Club, location del grande mercato bonsai che si svolge parallelamente alla Kokufuten, a febbraio, già la denominazione utilizzata sui Social, 1° Mostra Nazionale del Suiseki, faceva capire che l’evento introduceva alcune novità: un carattere nazionale, ad esempio, una suddivisione in tre sezioni (speciale, ordinaria e tanseki), l’assegnazione di premi e un grande, ricchissimo mercato, anche con prezzi abbordabili, dove erano in vendita non solo suiseki, ma anche gli accessori principali per la loro esposizione (tavoli, suiban e doban). Mentre la sezione ‘speciale’ era ospitata al pian terreno, utilizzando grandi spazi e allestimenti ‘tradizionali’, le esposizioni delle sezioni ordinaria e tanseki erano organizzate in modo da privilegiare il singolo oggetto, la pietra. Quindi, in uno spazio ridotto sono state posizionate moltissimi suiseki, anche allineati in tre file, al fine di aumentare il numero degli oggetti in mostra. Nel totale, nelle tre sezioni erano esposti 125 suiseki.

L’articolo di Wil ci obbliga ad alcune riflessioni. La necessità di rendere il suiseki più ‘abbordabile’, in termini di costi e anche in termini di ‘tempo’, ad esempio: in Giappone gli appassionati che cercano pietre sui fiumi non mancano, così come non manca il materiale geologico di qualità e i luoghi dove fare ricerca. Con questo evento si è voluto aprire il mondo delle mostre, le mostre con la M maiuscola, anche a queste pietre, con una importante concessione: nella sezione tanseki erano ammesse pietre anche appena trovate, che quindi non erano costate nulla, né in termini di tempo, né in termini di denaro, che non avevano sviluppato attraverso il processo di invecchiamento la tanto ricercata pelle, che rende una giovane pietra un suiseki.

Ammesse quindi anche le cosiddette pietre giovani, la mostra è rimasta comunque fedele alla classica definizione di ‘suiseki’: essere prima di tutto somigliante ad un paesaggio, sia posizionato nel daiza sia nel vassoio. Ad esse hanno aggiunto le pietre figura, le pietre disegnate e le pietre ‘astratte’, queste ultime che da sempre fanno parte del mondo della cerimonia del tè, dalla forma indefinita, poco somiglianti a un paesaggio reale, ma che ispirano l’immaginazione.

E i premi, un’incentivo alla partecipazione, sono stati assegnati nel rispetto di questa suddivisione: dare un premio a parte per la sezione tanseki sottolinea comunque che le pietre appena raccolte devono essere differenziate dalle altre. Già, i premi: mentre nelle mostre occidentali si sta affacciando timidamente un pensiero revisionista sulla loro valenza, in Giappone si introducono, proprio come ulteriore stimolo a partecipare, ad impegnarsi.

C’è anche da notare che, insieme ai suiseki, senza differenziazioni da essi, sono state esposte anche quelle pietre, chiamate biseki (belle pietre), che sono lucidate al fine di migliorarne la loro principale caratteristica, la superficie, e che quindi per definizioni non sono completamente naturali.

Perché queste scelte? Sembra chiaro che il motore sia economico, che non si voglia tenere ai margini anche l’appassionato della ricerca sul campo, perché i suisekisti di oggi saranno i collezionisti di domani. Anche una giovane pietra, appena trovata e senza il dovuto invecchiamento, necessita di un daiza, di un vassoio, di un tavolo, per essere esposta. Sembra altrettanto chiaro, però, che si sia unito e non diviso, aggiunto e non eliminato, nel tentativo, legittimo, di rivitalizzare il mercato e la distribuzione del suiseki coinvolgendo il primo motore, quello degli appassionati.

“Questo è anche uno dei ruoli della diffusione della cultura. Il rapporto tra clienti e professionisti, il valore culturale originario e il valore di mercato degli oggetti possono essere ingranaggi che si muovono insieme come parti indispensabili uno per l’altro.”

(Seiji Morimae)


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