La luna e il pennello

by | Nov 29, 2022 | Il (Bu)giardino, In evidenza | 1 comment

La luna e il pennello

Sakka Ten “Autumn Trees”
Congresso Internazionale di Arte e Cultura del Bonsai e del Suiseki
Ospiti d’onore: Tomio Yamada, Chiaru Imai, Keiko Ando, Alberto Giacomelli, Giangiorgio Pasqualotto, Aldo Tollini

Vico Equense (Napoli) 11 – 13 novembre 2022


Possiamo forse dire di aver vissuto un’esperienza autentica quando è frutto dell’innamoramento verso un luogo in un modo apparentemente misterioso, e che non ci abbandona nemmeno quando, una volta tornati a casa, posiamo i bagagli sul pavimento. E presto emerge in noi il desiderio fremente che quell’insieme di impressioni, sensazioni, eventi, pensieri, immagini, depositato nella nostra mente vada domato, persino strutturato. Ecco dunque da dove dobbiamo partire per ripercorrere i giorni trascorsi: dal luogo che ci ha donato questa meravigliosa esperienza.

Il titolo della mostra è già esemplificativo: “Autumn Trees”: questo ha voluto rappresentare infatti ciò che la stagione autunnale evoca, ovvero quella sensazione di caducità e di impermanenza che ci viene mostrato direttamente dal mondo naturale: dalla spensieratezza e la vivacità dei colori estivi ci avviciniamo ai toni più cupi che lasciano presagire l’arrivo dell’inverno.

Non appena entriamo nella sala espositiva intuiamo immediatamente come tutto questo sia possibile: varcando infatti la soglia d’ingresso ci troviamo davanti a tre tokonoma – ovvero delle nicchie espositive – accanto a un’ampia finestra la cui vista ci lascia ammutoliti: il mare e il Vesuvio; la presenza di elementi paesaggistici – come in questo caso mare e montagna – all’interno della composizione richiama immediatamente la tecnica dello Shakkei (letteralmente “paesaggio preso in prestito”).

Si tratta di una tecnica paesaggistica di carattere dinamico molto utilizzata nell’ambito dei giardini giapponesi, che si distingue proprio per la capacità di inglobare soggetti naturali esterni tali da renderli parte integrante del giardino stesso (in questo caso della sala). L’elemento dinamico di questa tecnica compositiva sta nel risultato magnificamente presente ai nostri occhi, nell’esatto momento in cui il mondo reale – rappresentato dal paesaggio naturale – e il mondo immaginato – rappresentato dalla composizione – vengono a coincidere, facendoci completamente immergere in uno stato di armonia e suggestione con ciò che ci circonda.

Questa è dunque la sensazione che ci coinvolge entrando nella sala, ed è una sensazione unica: sembra di vivere all’interno di un quadro, in una mostra immersiva sapientemente inscenata dalla Natura. L’ atmosfera nostalgica ci regala splendide visioni, che avvolge e coinvolge i sensi, e ci accompagna verso un viaggio sensoriale senza eguali. È la magia dell’Autunno.

Ciò che emerge dunque da questa visione è il fascino nei confronti della natura, espresso attraverso l’amore per il paesaggio e le emozioni che ci suggerisce l’ambiente naturale: bonsai, suiseki e kusamono ci accolgono, convincendoci che quanto esposto è anche qualcosa che ci appartiene intimamente, e che collega l’arte alla vita nell’ottica di un più profondo e gioioso sviluppo del nostro cammino.

L’esposizione ci rammenta inoltre come osservare la Natura, insegnandoci che quella visione fugace che ne deriva, non è che il semplice sguardo che noi rivolgiamo ad essa nel modo in cui ci rapportiamo, facendoci entrare con empatia ed immediato trasporto in quello che è il suo silenzioso linguaggio.

L’uomo non ha il compito di riscrivere il linguaggio della natura, ma quello invece di aiutare a farlo emergere in ciascuno di noi nella sua originalità e purezza.

L’esposizione è stata immaginata come un doppio racconto, in cui s’intrecciano idea e rappresentazione del paesaggio naturale: il panorama esterno si fonde con la composizione interna regalandoci una Bellezza che noi non possiamo far altro che contemplare e prendercene cura.


Paco Donato

Appassionato di bonsai, suiseki, fotografia e giardini giapponesi

1 Comment

  1. Edoardo Rossi

    Credo che sia stato veramente un congresso molto bello, forse unico e difficilmente ripetibile. Proprio per la magia del luogo e del clima che, in tutti i sensi, che abbiamo vissuto. Grazie Paco per questa bellissima descrizione, che non solo aiuta a capire ciò che abbiamo realizzato, ma supera lo stesso concetto di bellezza della mostra e ci porta in una dimensione superiore, dove l’insieme diventa l’oggetto delle nostre emozioni.
    Edo.

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